torna IL GRAFFIO

torna IL GRAFFIO
Condividi la notizia

Di Luca Benesperi

Siamo un paese strano dove spesso realtà, finzione e satira si mescolano formando un composto omogeneo peggio della colla. E in questa colla, in questa terra di mezzo, in questo orizzonte grigiastro dai contorni indefiniti, come i pesci di fondo nell’acqua torba, sguazzano un po’ tutti. E quando si vuol mettere una pietra tombale su di una certa situazione si nomina subito un commissario straordinario, una commissione d’inchiesta o si elabora un disegno di legge. Corruptissima re publica plurimae leges, diceva Tacito negli Annales. Ma la situazione non è cambiata dall’epoca di Cristo, anzi. Restringendo il discorso, prendiamo uno dei tanti esempi di attualità: la vicenda dell’acqua pubblica. In 7 sindaci (poi via via siamo aumentati) su circa 50 dei componenti di ATO Medio Valdarno in Autorità Idrica Toscana fin dall’inizio della vicenda Multiutility dicevamo che consegnare la risorsa idrica in mano alle logiche del mercato sul modello Publiacqua-Acea avrebbe portato a quello che già avevamo visto: maggiori costi in bolletta, meno controllo da parte dei cittadini per il tramite dei Sindaci, meno investimenti. Andava fermata la gara non perché il male fosse Acea e bastasse sostituirlo da qualcuno più simpatico ed efficiente. Il vulnus era proprio il sistema misto di gestione che porta, come da sempre in Italia, a pubblicizzare le perdite e privatizzare i guadagni senza alcun beneficio per i cittadini. Apriti cielo, spalancati terra. Politici, legulei, protocolli, direttive, marce e retromarce. Ce ne hanno dette di tutti i colori: ribelli, ottusi, comunisti (devo dire “comunista” è quella che mi è piaciuta di più!). Poi alla fine che succede? Una settimana fa (complice il cambio di asset politico in Regione), l’assemblea di AIT all’unanimità dei presenti, circa una quarantina di Sindaci (compresi Firenze e Pistoia, mica spiccioli!) sconfessa anni di battaglie e vota all’unanimità una risoluzione su cui noi abbiamo lavorato a quattro mani: interruzione della gara per l’individuazione del socio privato, proroga dell’affidamento della gestione a Publiacqua per un anno, ritorno al modello in house con controllo diretto da parte della comunità. Dire che l’acqua è un bene pubblico, che va garantito a tutti a prezzi accessibili, che non può essere soggetto a speculazioni o quotazioni in borsa, che non è un bene esclusivo ma di cui tutti hanno diritto è comunista? Non si faceva prima a prendere atto di principi che tutti sentivano propri ma che per interessi di scuderia, in quell’eterna colla di cui dicevo prima, molti hanno sconfessato fino al ridicolo? Se essere comunista vuol dire tutelare i territori, fare gli interessi dei cittadini, opporsi al finanziarismo esasperato, dare una mano a chi non ce la fa fuori da ogni logica di mercato allora sì, sono convintamente comunista. Anche se questo modo manicheo di dividere la politica mi fa sorridere oltre a farmi capire perché la gente non va più a votare.

Luca Benesperi è sindaco di Agliana e autore di rubriche di approfondimento dedicate alla vita amministrativa e sociale del territorio. Da sempre impegnato nel dialogo con i cittadini, racconta con uno sguardo diretto e concreto le sfide quotidiane della comunità e le opportunità di sviluppo locale


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *