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PRATO. Dopo quanto accaduto con il nubifragio del 26 luglio scorso, il tema del rischio idraulico non può essere affrontato come una semplice emergenza stagionale. Prato ha bisogno di un piano strutturale, con priorità chiare, risorse individuate e un cronoprogramma verificabile”. Lo sostiene il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Gianluca Banchelli, intervenendo in merito al “patto per il territorio” che l’amministrazione comunale di Prato ha chiesto a Publiacqua. “L’annuncio dell’amministrazione di voler costruire un percorso condiviso con Publiacqua, Autorità Idrica Toscana e Genio Civile va nella direzione giusta. Adesso però è necessario passare rapidamente dalle dichiarazioni agli atti concreti. La prima cosa che dobbiamo conoscere è quali siano le zone della città considerate maggiormente a rischio e quali interventi siano ritenuti prioritari – ha aggiunto Banchelli – la seconda riguarda le risorse: il Comune ha dichiarato di essere disponibile a investire, ma occorre sapere quanto, su quali opere e quale sarà invece l’impegno economico degli altri soggetti coinvolti. Infine servono tempi certi”. Banchelli invita quindi chi amministra a focalizzarsi sull’argomento in vista del nuovo confronto annunciato per la fine di settembre. “A quella data mi aspetto che venga presentato qualcosa di più di un generico impegno. Servono un elenco degli interventi, una graduazione delle priorità, le risorse disponibili e un calendario di realizzazione. Su questi elementi svolgeremo il nostro ruolo di controllo in consiglio comunale. Il problema, inoltre, non riguarda soltanto la gestione delle piogge eccezionali: occorre verificare lo stato della rete fognaria, la capacità di smaltimento delle acque, la manutenzione dei corsi d’acqua e delle caditoie, le aree maggiormente impermeabilizzate e gli effetti delle trasformazioni urbanistiche – ha concluso il consigliere di Fratelli d’Italia – in una città densamente costruita come Prato, la prevenzione deve diventare parte integrante della pianificazione urbana. E su una materia come questa non serve una contrapposizione politica pregiudiziale. Serve invece pretendere serietà, programmazione e trasparenza. Senza dimenticare che tra circa due mesi cadrà il terzo anniversario dell’alluvione del 2023: i cittadini che hanno visto strade, abitazioni e attività commerciali allagate hanno diritto di sapere quali interventi saranno realizzati e quando”.  


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