Correva l’anno 2011. L’ultimo governo Berlusconi veleggiava in brutte acque spinto alla deriva dallo spread e dal triangolo Merkel-Sarkozy-Napolitano. Ci fu una riunione del gotha del mondo Mediaset-Fininvest che impose al Cavaliere le dimissioni e l’appoggio al governo Monti. Un errore che lui personalmente e tutto il centrodestra italiano avrebbe pagato a caro prezzo. Ovviamente la tempesta perfetta sull’esecutivo non si abbatte per via delle spread che fu solo il manutengolo di piani ben più alti. Troppa la disinvoltura del Silvio nazionale sulla scena internazionale: amicizie pericolose per l’inner circle dei benpensanti e idee troppo ardite per rilanciare il Paese fecero il resto. Io altro e un altro sparuto manipolo di capitani coraggiosi ce ne andammo, col partito al 38%. Fu una lunga traversata del deserto che a posteriori posso dire non aver portato a nulla. Mentre tutti si sistemavano e si spartivano qualche poltrona lottavamo per un’idea, eravamo (purtroppo) cassandre di un destino che si è inesorabilmente realizzato. Lo abbiamo fatto e, personalmente, lo rifarei. Per il semplice fatto che spesso le battaglie perse sono le uniche degne di essere combattute. Ce ne siamo andati con la dignità di chi non stava ai ricatti dei mercati, alle logiche di un partito in cui non ci riconoscevamo più, per urlare che quel sistema ci avrebbe portato alla rovina. Peccato che sia andata a finire così, non certo per noi, ma per quel popolo di moderati che aveva trovato casa e che l’ha persa per interessi di bottega e qualche “cadrega”. Abbiamo l’unica consolazione di averlo detto. E’ la consolazione dei perdenti che però la notte dormono, o almeno ci provano, sereni.
Luca Benesperi
Luca Benesperi è sindaco di Agliana e autore di rubriche di approfondimento dedicate alla vita amministrativa e sociale del territorio. Da sempre impegnato nel dialogo con i cittadini, racconta con uno sguardo diretto e concreto le sfide quotidiane della comunità e le opportunità di sviluppo locale.


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