Per anni la sinistra toscana è riuscita a nascondere con abilità le proprie divisioni interne. A Prato, però, da tempo questo equilibrio si è rotto. Le tensioni che un tempo restavano nei corridoi di partito oggi si consumano pubblicamente, sui giornali e nelle dichiarazioni dei protagonisti.
Tutto è iniziato con la fase di scelta del candidato sindaco del dopo Biffoni: una lotta interna aspra, in cui le diverse fazioni del Partito Democratico hanno cercato di imporsi l’una sull’altra, arrivando perfino a far circolare sondaggi pilotati sulla stampa.
Poi è arrivato il commissariamento, che invece di ricomporre le fratture le ha acuite: lettere, prese di posizione e frecciate pubbliche di esponenti storici del PD hanno reso evidente la mancanza di una linea unitaria.
Nel frattempo, il trattamento riservato a Matteo Biffoni non è passato inosservato. L’ex sindaco, recordman di preferenze, è stato collocato al secondo posto nel listino per le regionali, un gesto che molti hanno letto come la volontà di ridimensionarne il ruolo. Eppure, nonostante il consenso personale, Biffoni oggi non compare nel toto-giunta, oscurato da nomi più graditi al governatore Giani, come la stessa Manetti.
E proprio intorno alla Manetti, un mese dopo le elezioni, esplode un caso spinoso: un presunto sequestro di patente e un tentativo di silenziare la vicenda. Una notizia “fischiata” dall’interno, che trova poi eco nell’interrogazione dell’onorevole Chiara La Porta, decisa a far luce sui fatti e sulle eventuali pressioni esercitate.
In questo clima, il segretario pratese Biagioni interviene a più riprese chiedendo un congresso prima delle prossime amministrative — un modo, forse, per trasformare la sfida congressuale in un’anticipazione delle primarie per la scelta del candidato sindaco.
Il risultato è un partito in ebollizione, in cui ogni mossa sembra dettata più dai rapporti di forza interni che da una visione comune per la città.
Il sistema di potere e controllo messo su dal PD sembra scricchiolare a ogni momento chiave.
I personalismi stanno incrinando quel fronte contro cui era oggettivamente difficile scontrarsi e cercare di vincere.
Sembra davvero che a Prato, se continueranno così, il cambiamento nella primavera del 2026 possa finalmente avverarsi.
Gianluca Banchelli
Candidato al consiglio regionale alle regionali 2025 per Fratelli d’Italia


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