Un mazzo di fiori, posto da due turisti sul muretto che dalla Porrettana guarda verso la casa del “Pavanate”, come si firmò in un rebus della Settimana Enigmistica di qualche anno fa. E’ l’omaggio, il primo di una lunga serie, che due appassionati hanno espresso nei confronti di Francesco Guccini, scomparso poche ore fa ad 86 anni nella “sua” Pavana. Sulla Montagna Pistoiese aveva trascorso, durante la Seconda Guerra Mondiale, i primissimi anni della sua esistenza: nato a Modena nel 1940, con l’inizio del conflitto la madre lasciò l’Emilia per trasferirsi a Pavana nella casa dei suoceri. Era il luogo d’origine della famiglia paterna, con il padre Ferruccio in quel momento richiamato alle armi.
Un “luogo del cuore” che tornava spesso nei “brani gucciniani”, oltre ai suoi personaggi (primo fra tutto il prozio Enrico, protagonista del brano “Amerigo”, che Francesco ha spesso indicato come canzone alla quale era più legato da un punto di vista emozionale). Di Sambuca, Guccini era diventato cittadino onorario poco meno di un decennio fa. E non mancano curiosità: sin da quando, una dozzina di anni fa, si sparse la voce di un suo ritorno in pianta (più o meno stabile) tantissimi suoi fans si sono presentati nel corso del tempo a casa sua, portando in dono vino o olio (“ho scorte per mesi”, scherzava il diretto interessato) solo per poterlo conoscere e scambiare con lui qualche parola.
“Era il maggio 2017 quando l’allora sindaco di Sambuca Fabio Micheletti organizzò la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria del Comune a Francesco Guccini in un luogo del tutto straordinario: il Mulino di Chicon. In quel luogo Guccini era cresciuto e lo legavano ad esso tanti ricordi: raccontò molti aneddoti della sua infanzia a Pavana – ha ricordato l’ex-consigliere comunale PD Marco Niccolai – Guccini ha raccontato i migliori valori della montagna italiana. Tutti perdiamo un grande artista ed una persona semplice, che non era difficile incontrare nei locali pubblici di Pavana o Porretta”.
Anche esponenti politici del centrodestra hanno espresso il loro cordoglio. Addio Francesco Guccini. Se ne va un poeta che ha raccontato la vita, il tempo che passa, gli ideali, l’amore, la libertà e le contraddizioni della nostra società – ha scritto l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi – politicamente distante da me e dalle mie idee, ma la sua poesia mi ha più volte incantata. Per ricordarlo, oggi ascolto Autogrill”.
E gli hanno reso omaggio anche i Nomadi, postando una foto del Maestrone insieme all’indimenticato Augusto Daolio. “Con Francesco ci siamo cresciuti. In quella Modena meravigliosa degli anni Sessanta che ha visto la nascita del beat, al Bar grande Italia, quando anche noi ragazzi di paese potevamo sognare e insieme costruirci un futuro di musica – il commento della band – fu Dodo Veroli, il nostro produttore, a farci incontrare. Dal nostro incontro con Guccini è nato il grande sogno. Interpretare le sue prime canzoni è stato il nostro atto di coraggio e ribellione. Credo che la nostra collaborazione sia stata unica nel panorama della musica italiana. Lui, colto, un po’ schivo ma carico di quella autenticità tipicamente emiliana che abbiamo subito condiviso. Era il nostro essere, è il nostro essere, sarà il nostro essere. Con Francesco saremo compagni di viaggio e di musica per sempre, con Augusto Daolio e con tutti gli altri amici che sono nel nostro cuore”.


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