Il Graffio

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del giovedì

di Luca Benesperi

Un episodio di cui si parla in questi giorni mi ha fatto riflettere sulla salute della nostra democrazia e sul ruolo che certi poteri burocratici hanno nel Paese. Premetto che non ho ben seguito nei dettagli la querelle tra Galeazzo Bignami di FDI e il Quirinale mi pare su presunte pressioni di un collaboratore del Presidente finalizzate a trovare una alternativa moderata alla Meloni per il 2027. Che poi in Italia un giorno dovranno spiegarci cosa significhi essere moderati visto che tutti, ogni piè sospinto, invocano l’arrivo di un uomo della Provvidenza moderato, appunto. Mi viene in mette un vecchio – e sempre attuale – proverbio sindacale: “In Italia i riformisti e i rivoluzionari in fondo si somigliano: i primi non fanno le riforme, i secondi non fanno le rivoluzioni.” Ma il punto non è tanto quel che è stato detto, se sia vero o meno, e comunque non me ne meraviglierei: i Presidenti della Repubblica, da Scalfaro a Napolitano, solo per citarne due, hanno fatto e disfatto governi a proprio piacimento in barba ai limiti imposti dalla Costituzione. Quel che è più grave, e sintomatico di una democrazia malata e incompiuta, è che ci sia una carica istituzionale immune da critiche. Una sorta di sovrano illuminato post litteram, insindacabile e intoccabile, quasi legibus solutus. Ora diventato quasi un potere a vita, visto che quattordici anni al vertice dello Stato rappresentano una enormità che questa sì dovrebbe creare scandalo nell’opinione pubblica. Nell’Italia del 2/300, quella dei liberi Comuni, l’Italia in cui è nata la democrazia, anche se poi per secoli si è messa in soffitta, le cariche pubbliche duravano pochissimo, da sei mesi a un anno. Ora invece, dopo secoli di lotte, due guerre mondiali e milioni di morti ci ritroviamo un sistema istituzionale e burocratico onnipervasivo e asfissiante, una pletora di eletti-nominati ai quali non affiderei l’amministrazione del mio condominio, un meccanismo perverso in cui le decisioni vengono prese nei gangli interni  e oscuri dello Stato. Una bella democrazia! E se qualcuno osa metterci il dito apriti cielo, spalancati terra. Ma la gente, che è meno scema di quanto si pensi, si è sottratta al gioco smettendo di andare a votare. Similia similibus curantur.

Luca Benesperi è sindaco di Agliana e autore di rubriche di approfondimento dedicate alla vita amministrativa e sociale del territorio. Da sempre impegnato nel dialogo con i cittadini, racconta con uno sguardo diretto e concreto le sfide quotidiane della comunità e le opportunità di sviluppo locale


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