del giovedì
Giuseppe Prezzolini, uno dei più grandi intellettuali italiani, troppo spesso sottovalutato perché avvezzo a dire fuori dai denti quel che pensava, volontario nella prima guerra mondiale, nel 1921 pubblicò su “La Voce”, da lui fondata e diretta, il “Codice della vita italiana” dove, in una serie di aforismi, divideva sostanzialmente in due il popolo del belpaese: i furbi e i fessi. E’ una analisi esilarante, pungente, scanzonata ma tristemente veritiera e impietosa. I fessi sostanzialmente sono quelli che pagano le tasse, che non hanno la macchina sportiva, che stanno in decima fila a teatro (pagando pure il biglietto), insomma quella pletora di sciagurati che tengono sulle spalle la minoranza dei furbi: ovvero i raccomandati, i ruffiani, quelli che hanno paura a dire la loro per non scomodare il macchinista di turno, quelli che si allineano sempre al gregge perché tanto alla fine uno strapuntino a spese dei fessi lo trovano. Insomma una quadro dipinto nel 1921 ma che potrebbe essere tranquillamente la fotografia di oggi. Chi parla di merito è il primo a non volerlo perché con il merito forse la sua posizione sarebbe messa in discussione; chi parla di rimettere le preferenze per andare in parlamento è il primo che nelle commissioni fa di tutto perché non accada semplicemente perché è più facile entrare con un seggio sicuro grazie al partito che chiedendo il voto faccia a faccia ai cittadini. Ecco perché quando sento parlare di mettere un argine alla fuga dei cervelli sobbalzo sulla sedia: più che della fuga dei cervelli bisognerebbe occuparsi della perdita di cervello di quelli che rimangono. Molti mi tacceranno di populismo e molti potrebbero dire che in quanto sindaco faccio parte, in fondo, alla categoria dei furbi. Può essere: Longanesi diceva che il 10% della classe dirigente italiana è migliore del popolo italiano, il 10% peggiore ma l’80% tale e quale. Certamente di questa classe dirigente sono organico anche se mi sono sempre sentito dalla parte dei fessi perché pago il caffè al bar, il biglietto allo stadio e se non mi invitano rimango volentieri a casa. Non ho da dare né chiedere nulla e soprattutto non sono un ruffiano. Se per questo mi chiamate fesso non mi offendo.
Luca Benesperi
Luca Benesperi è sindaco di Agliana e autore di rubriche di approfondimento dedicate alla vita amministrativa e sociale del territorio. Da sempre impegnato nel dialogo con i cittadini, racconta con uno sguardo diretto e concreto le sfide quotidiane della comunità e le opportunità di sviluppo locale.


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