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A Lucca nella chiesa di santa Caterina si è tenuta questa mattina la presentazione della mostra “Giovanni Boldini. La seduzione della pittura”

L’incanto, la seduzione e la luce, oltre a una tecnica certa e colta, fanno di Giovanni Boldini uno dei pittori più intriganti del periodo a cavallo tra Otto e Novecento.

Il curatore della mostra, Tiziano Panconi, storico dell’arte noto ormai come il più profondo conoscitore, quasi agiografo, del pittore ferrarese, ha scritto “le donne di Boldini sono nature flessuose e disinibite che mostrano senza reticenza un modello di bellezza erudito e, spogliandosi, affermano la loro autodeterminazione di individui maturi ed emancipati, pienamente consapevoli della propria femminilità”. Nei dipinti di Boldini esposti nelle sette sale della Cavallerizza c’è la luce italiana, lo charme francese e il richiamo nostalgico della Belle Epòque, quando tutto stava per accadere.


Si tratta di oltre 100 opere che raccontano l’ evolversi della pittura di Boldini in una continua ricerca estetica e attraverso una profonda indagine psicologica.
Si trovano in mostra dipinti eccezionali, dalle”tavolette” di interno del periodo fiorentino, quando l’artista lavorava con i Macchiaioli, per passare alle scintillanti scenette dei primi anni parigini fino alle silhouette in pose seducenti come “La contessa Speranza” o tratteggiati con pennellate lunghe e rapide.


La mostra offre molti altri capolavori di grandi artisti coevi di Boldini, tra cui Odoardo Borrani, Vittorio Corcos, Giuseppe De Nittis, Vincenzo Gemito, Telemaco Signorini, Federico Zandomeneghi, Antonio Mancini, Paolo Cesar Helleu, al fine di rappresentare più compiutamente il tempo che vivevano. Nella articolata galleria dei ritratti eseguiti da Boldini troviamo i dipinti di altri connazionali attivi a Parigi, come Leontine in Canotto di Giuseppe de Nittis. La Fille di Theodora rarissima opera di Juana Romani, personalità di spicco dell’epoca, da modella a eccellente pittrice, partita da Velletri alla volta di Parigi, presentata da Giovanni Boldini, ottiene un riconoscimento internazionale nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900, per finire internata in una casa di cura di Parigi dove morì nel 1923. Edoardo Gelli e Luigi de Servi con alcune loro opere esposte, rappresentano in modo luminoso la pittura lucchese dell’epoca.


La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ha portato nelle sale della Cavallerizza la “Grande marina con barche” di Giovanni Fattori. Il presidente della Fondazione Massimo Marsili ha detto che “in Boldini la seduzione diventa linguaggio, gesto, movimento, il fruscio della seta, lo sguardo obliquo che si sottrarre e insieme invita… però non sfugge talvolta il lineamento emaciato e perso della dissoluzione malinconica e della solitudine dell’ottocento”.
Il sindaco di Lucca, Mario Pardini ha detto che l’opera di Boldini invita a riscoprire il valore del gesto, dello sguardo che resta impresso.


Molti gli imprenditori del territorio che hanno contribuito alla realizzazione della mostra che ha ricevuto il patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Toscana e della città di Lucca.


L’imponente mostra è prodotta da Contemplazioni, starà aperta dal 2 dicembre al 2 giugno 2026, presso la Cavallerizza di piazzale Verdi a Lucca.


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