Condividi la notizia

Ritratto di gruppo di alcuni dei protagonisti del grande balzo con cui Prato si è lasciato alle spalle le botteghe dei mercanti per cavalcare la debordante diffusione della rivoluzione industriale. Un ingrandimento del periodo in cui le fabbriche, con le ciminiere e i motori azionati dalle caldaie a vapore, soppiantano le ruote dei mulini e i telai e i filatoi a mano disseminati fuori dalle mura cittadine.
Diversamente dai grandi centri tessili, Prato non si presenta con figure di “alta imprenditorialità”. Ad imprimere dinamismo e vitalità è stata piuttosto una imprenditorialità diffusa ma tutt’altro che “minuta”. Tanti personaggi diversi incrociati lungo un percorso che si colloca nella intersezione tra storia economica e business history da cui mutuare spunti per arginare il declino di un distretto che sta cercando vie di uscita da uno dei passaggi più delicati della sua storia: nelle avventure dei “capitani d’industria” si nascondono, in filigrana, idee e modus operandi che, opportunamente rivisti, possono dare la stura a nuovi cicli di sviluppo.

“PRATO fucina di mercanti, impannatori e capitani d’industria.”
150 pagine. Autore Andrea Balestri -Edizione Gli Ori 2025, con il patronage del Museo del Tessuto di Prato


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *