Dal picco di 157.651 sbarchi registrato nel 2023 ai 19.497 arrivi rilevati al 31 agosto 2026. È questo l’andamento che emerge dai dati del Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione.
Nel 2022 gli sbarchi erano stati 105.131, saliti a 157.651 nel 2023. Nel 2024 il dato è sceso a 66.617, nel 2025 a 66.316, mentre nel 2026 gli arrivi sono 19.497 al 31 agosto.
«Non servono slogan, servono i numeri – dichiara Claudiu Stanasel, leader del Carroccio pratese –. E i numeri raccontano un cambiamento evidente: in pochi anni siamo passati dal picco di oltre 157 mila sbarchi a meno di 20 mila arrivi nei primi otto mesi del 2026. Il problema dell’immigrazione non è risolto, ma questi dati dimostrano che le politiche di gestione e controllo dei flussi possono produrre risultati.»
Per Stanasel, però, il calo degli sbarchi non deve significare abbassare la guardia.
«Bisogna continuare a controllare i confini, contrastare l’immigrazione irregolare e rendere effettive le espulsioni di chi non ha diritto di rimanere in Italia. Allo stesso tempo, dobbiamo investire sull’integrazione di chi è regolarmente presente e vuole vivere, lavorare e contribuire alla nostra comunità».
Stanasel guarda anche a Prato: «La nostra città conosce bene le difficoltà che possono nascere quando l’immigrazione non è accompagnata da regole, legalità e capacità di integrazione. Il punto non è essere contro qualcuno: il punto è avere regole che valgano per tutti. Una buona integrazione passa dalla sicurezza e dal rispetto delle regole».
«Per anni ci siamo sentiti dire che sull’immigrazione non fosse possibile cambiare passo. Oggi i numeri dimostrano che cambiare si può. E dimostrano che un Governo di centrodestra può affrontare il tema con una politica diversa. Ora bisogna continuare su questa strada, con più sicurezza, rimpatri effettivi e un’integrazione seria».
Claudiu Stanasel


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