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Un detenuto pakistano di 61 anni, condannato in via definitiva a 12 anni di reclusione per violenza sessuale su un minore, potrà uscire con alcuni mesi di anticipo dal carcere della Dogaia grazie a una riduzione della pena di 199 giorni. Secondo quanto riportato da La Nazione, la decisione è stata presa dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze, che ha riconosciuto le condizioni di detenzione come “degradanti” e non conformi agli standard previsti dalla legge.

L’uomo, recluso dal 2017 nella casa circondariale di Prato, aveva presentato più volte, tramite il suo avvocato, istanze per denunciare la situazione vissuta all’interno dell’istituto penitenziario. Tra le principali criticità emerse figura il sovraffollamento delle celle: in uno spazio progettato per due persone sarebbero stati ospitati tre detenuti, riducendo l’area disponibile per ciascuno al di sotto dei tre metri quadrati stabiliti dalla normativa.

Secondo quanto accertato dal tribunale, il detenuto avrebbe trascorso complessivamente 2.026 giorni in tali condizioni. In base alla normativa vigente, che prevede una riduzione di un giorno di pena ogni dieci giorni trascorsi in condizioni detentive ritenute degradanti, gli sono stati riconosciuti 199 giorni di sconto. Inoltre, il giudice ha disposto un risarcimento economico di 288 euro per ulteriori 16 giorni trascorsi nelle medesime condizioni.

La decisione si fonda sull’accertamento delle condizioni di detenzione e sull’applicazione delle norme che tutelano i diritti dei detenuti, indipendentemente dal reato per cui stanno scontando la pena.


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