“Assessorato alla felicità? Una sterile ipocrisia mentre si taglia la sanità sulla Montagna”
L’attacco frontale del consigliere di San Marcello Piteglio, Franco del Re (Forza Italia), contro la modifica dello Statuto regionale: “Costi inutili e servizi negati ai nostri cittadini”. Franco Del Re, capogruppo di minoranza per il centrodestra nel comune di San Marcello Piteglio
SAN MARCELLO PITEGLIO — La recente riforma dello Statuto della Regione Toscana, che introduce il “diritto a perseguire la felicità” e apre le porte al nono assessorato della giunta Giani, accende il dibattito politico sulla Montagna Pistoiese.
A scagliarsi duramente contro il nuovo provvedimento fiorentino è Franco del Re, consigliere comunale di Forza Italia a San Marcello Piteglio, che non usa giri di parole per definire l’operazione “un sterile esercizio di retorica”.
“Apprendiamo dai media che il nuovo assessorato alla felicità sarebbe ormai cosa fatta”, dichiara del Re, che fatica a nascondere il sarcasmo di fronte a quella che definisce una scopiazzatura in salsa toscana dei principi della Dichiarazione d’Indipendenza americana. “Ci chiediamo quali e quante straordinarie competenze possa gestire questo surrogato fiorentino e, soprattutto, quanto costerà ai contribuenti. Su questo punto torneremo alla carica non appena avremo i dati ufficiali sui costi”.
Il nodo della questione, secondo l’esponente dell’opposizione montana, sta però nella profonda contraddizione tra la retorica della “felicità come interesse generale” sbandierata dalla maggioranza guidata da Eugenio Giani e la realtà vissuta quotidianamente dai territori periferici, in particolare sul fronte dei servizi sanitari.
“Negare il diritto alla salute a una minoranza di cittadini toscani è in palese contrasto con questo nuovo principio statutario”, attacca del Re.
Il consigliere traccia un bilancio amaro degli ultimi due decenni di politiche regionali: “Quello che Giani, e prima di lui Rossi, stanno facendo da ben tredici anni sulla Montagna Pistoiese va nella direzione opposta. Negare i diritti essenziali genera nelle popolazioni che subiscono questa ingiustizia sentimenti come rabbia, ansia, depressione e tristezza. Esattamente il contrario della felicità”.
Per il consigliere Del Re la mossa della Regione Toscana resta un’operazione di facciata che non risolve i problemi concreti delle aree interne. “Smascherare certe ipocrisie in salsa Yankee è fin troppo facile — conclude del Re —. La felicità dei cittadini si garantisce difendendo gli ospedali e i presìdi territoriali, non creando nuove poltrone a Firenze”.


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