PRATO.“Il dato sui 91 negozi persi a Prato negli ultimi anni non può essere letto come una semplice statistica economica. Quando chiude un’attività commerciale, una strada perde presidio, una piazza perde vita, un quartiere perde servizi e la città diventa più fragile. Per questo credo sia necessario tornare a una visione complessiva, coerente con quanto avevamo proposto già in campagna elettorale: il commercio non si rilancia con interventi isolati, ma mettendo insieme sicurezza, accessibilità, parcheggi, decoro, eventi, residenza e qualità dello spazio urbano”. Lo sostiene il consigliere di Fratelli d’Italia Gianluca Banchelli, candidato sindaco del centrodestra alle scorse elezioni, intervenendo sulla questione sollevata da Confesercenti. “Durante la campagna elettorale avevamo indicato la necessità di una vera rigenerazione del centro storico, partendo dalle piazze e dagli spazi oggi sottoutilizzati. Avevamo proposto una ricognizione dei parcheggi dentro e fuori il centro, nuove soluzioni per l’accessibilità, il recupero di edifici inutilizzati e il trasferimento di funzioni pubbliche capaci di riportare persone e servizi nelle aree centrali. Avevamo inoltre previsto eventi continuativi e un confronto stabile con residenti, commercianti e gestori delle attività – ha aggiunto – il punto è esattamente questo: un negozio non vive da solo. Vive se una strada è sicura, se è facile arrivarci, se esistono parcheggi adeguati, se gli spazi pubblici sono curati, se ci sono eventi, se il centro è abitato e se le persone hanno un motivo per fermarsi e tornare. Per questo il dato di oggi dovrebbe spingerci a costruire un vero “Piano per il Commercio e il Centro Storico”, non una sequenza di bonus temporanei”.
E su queste basi, Banchelli avanza una proposta. “Serve una mappatura seria delle attività chiuse e dei fondi sfitti, strada per strada; servono incentivi mirati per nuove aperture, soprattutto dove la desertificazione commerciale è più evidente; serve un piano di sicurezza e decoro delle aree commerciali. E serve finalmente una strategia sull’accessibilità del centro, perché non possiamo parlare di rilancio del commercio senza affrontare contemporaneamente mobilità e parcheggi: Piazza Mercatale, San Francesco, San Domenico, il sistema delle vie commerciali e le aree oggi meno frequentate devono essere considerate parti dello stesso progetto. Il centro storico non può essere gestito per compartimenti separati. Non possiamo discutere un giorno di Mercatale, il giorno dopo dei parcheggi, poi dei negozi sfitti e successivamente della sicurezza. Sono tutti elementi della stessa questione”. Banchelli conclude indicando gli obiettivi da raggiungere: riduzione dei fondi sfitti, aumento delle nuove aperture, recupero delle strade commerciali più in difficoltà e verifica annuale dei risultati.


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