il graffio

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di Luca Benesperi

IL GRAFFIO

di Luca Benesperi

Nella vita, come in politica, esistono i fatti e poi ci sono le interpretazioni. I primi sono perlopiù oggettivi, le seconde variano in base al metodo che si adopera nel decifrare i primi. Il dato politico uscito dalle urne è netto, quasi sconfortante: vittoria del centrosinistra con un distacco lontano anche dal più funesto dei pronostici, con una emorragia di quasi 150.000 voti rispetto alla precedente tornata elettorale. Poi arriviamo alle interpretazioni di questo dato che rendono la sconfitta un po’ meno amara: per esempio l’affermazione del centrodestra nella piana pistoiese dove vi sono vari sindaci di area, compreso il capoluogo, che evidentemente hanno fatto apprezzare il loro buongoverno o la perdita anche da parte del centrosinistra di un bel pacchetto di voti (125.000). Ma il dato cruciale da sottolineare, a mio avviso, è l’astensionismo record (un elettore su due non è andato a votare) che è il vero tema su cui la classe dirigente deve interrogarsi. La gente di balletti, giravolte, tatticismi ormai è stufa e per questo diserta le urne. Va da sé che il 90% di questo elettorato è quello di centrodestra meno fidelizzato rispetto alla sinistra che storicamente fa dell’obbedienza al partito e della corsa al voto uno dei propri capisaldi. Essere stati mesi dietro inutili trattative, ripicche, veti incrociati e aver lanciato nell’agone il Tomasi a due mesi dal voto non ha giovato a nessuno. Infine un consiglio per l’amico Alessandro: resti in Regione a differenza di quanto fatto dai suoi predecessori e crei una classe dirigente regionale che abbia un progetto di lungo respiro, che guardi al futuro di tutti più che alla poltrona di qualcuno o alla percentuale da difendere di questo o quel partito. C’è riuscito a Pistoia, ce la farà anche in Regione. Ha la voglia, le capacità e pure l’età dalla sua. E non esiti a mettere ai lati chi vorrebbe invece sostituire un sistema di potere con un altro ma di colore diverso. Puoi passare alla storia anche da sconfitto Ale, c’è ancora tanta gente che crede che la politica sia altrove. Noi li aspettiamo lì!


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