“Point Studio Srl, Consorzio Imprese Pubblicità, Publiprato, Signal, Servinn e Servin Media accolgono con stupore e disappunto la sentenza del Consiglio di Stato. Anas aveva respinto i rinnovi delle autorizzazioni classificando la strada come extraurbana principale di tipo B, equiparandola di fatto a strade con banchina di sosta, uscite ed entrate con svincoli che non passano in un centro abitato come ad esempio l’A11 o la Fi-Pi-Li: avevamo deciso di ricorrere, purtroppo senza ottenere soddisfazione, perché è evidente che la Declassata non presenti tali caratteristiche. Il ricorso era quindi stato proposto tramite lo studio legale Giovannelli, Masi, Cecconi e Associati al fine di portare all’attenzione dei giudici l’illegittimità della riclassificazione unilaterale da strada extraurbana secondaria di tipo C a strada extraurbana principale di tipo B, dal momento che il tratto della SS-719 in questione attraversa pacificamente il centro abitato del Comune di Prato come delimitato da una deliberazione di giunta comunale tuttora valida ed efficace. A parere di Point Studio Srl solo la legge (anziché una circolare applicativa) avrebbe potuto stabilire una eccezione alla deroga al principio secondo cui una strada che attraversa un centro abitato deve essere considerata comunale e urbana, ma i giudici amministrativi non hanno ritenuto che la circolare si ponesse in contrasto con la normativa primaria. Un verdetto emesso a nostro avviso senza considerare nè la volontà del territorio, quest’ultima espressa nel piano della pubblicità Comunale, né il fatto che la strada passi all’interno del centro abitato. Una sentenza che avrà sicuramente forti ripercussioni sull’occupazione, in un settore da troppi anni tartassato da una burocrazia che mira solo ad impedire ed a ridurre gli spazi pubblicitari. La pubblicità stradale, se ben regolata e ben mantenuta, porta al contrario ordine e ricchezza per i territori che la ospitano. E nonostante il regolare pagamento di tasse comunali, provinciali e statali, è sconfortante vedere come ci sia anche chi sembra quasi fare di tutto per danneggiare non solo le aziende, ma intere realtà comunali che vedranno giocoforza una riduzione del gettito. Con ovvi risvolti negativi sulla collettività”.


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